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Soundreef Mens Sana, la parola agli abbonati storici: Manuela Baglioni

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Il coro Intonati e Stonati all’inaugurazione del Palasport

L’operazione “Citta” lanciata dalla Soundreef Mens Sana per la campagna abbonamenti 2017/2018, al via il prossimo 17 agosto, sta riscuotendo grande successo tra le tifose biancoverdi.

Tra queste c’è anche Manuela Baglioni, abbonata storica, che usufruirà assieme a tre amiche della novità che consente di ottenere una tessera omaggio ad ogni gruppo di quattro donne che si presenteranno alla biglietteria. Manuela, che segue la Mens Sana Basket da tanti anni prima nei Numerati e poi in Curva (“Ci portavo anche mia figlia piccola, che alle partite dormiva o in collo a me o sdraiata nei cappotti appoggiati dietro”), si prepara dunque a vivere un’altra stagione al Palasport con il marito e gli amici.

Come agli altri due abbonati storici, Barbara Cerretani e Riccardo Betti, anche a lei abbiamo chiesto di raccontarci i suoi ricordi e le emozioni legate alla Mens Sana.

Quando è nata la tua passione per i colori biancoverdi?

«Fin da piccola volevo sempre andare al Dodecaedro perché nelle scuole ai ragazzi venivano distribuiti i biglietti gratuiti per le partite: una bella iniziativa per avvicinare i più piccini alla Mens Sana e che sarebbe bello fosse replicata anche oggi. Ma il mio babbo, che all’epoca era Giudice di gare ciclistiche, la domenica era sempre impegnato e non riusciva a portarmi. Non mi mandava nemmeno da sola perché c’era tanta fila per entrare al Dodecaedro e allora mi promise che ci sarei andata quando avrebbero terminato il nuovo Palasport».

E dunque in quell’occasione sei riuscita ad entrare al palazzetto per la prima volta?

«La prima partita che ho visto è stata proprio quella dell’inaugurazione dell’attuale Palasport, il 24 ottobre 1976, contro la Brill Cagliari. Con il coro Intonati e Stonati, di cui facevo parte, siamo stati invitati a cantare l’inno della Polisportiva prima della partita inaugurale. Poi in seguito ho fatto l’abbonamento nei Numerati e dal 2000 in Curva».

Di tutte le partite che hai visto, ce n’è una che per te è indimenticabile?

«L’adrenalina di gara 3 della semifinale scudetto con Roma del 2007 è qualcosa che ricorderò per sempre: ho dormito dopo quattro giorni. Ho visto i tre supplementari da tre posti diversi del palazzetto, dal Parterre a in cima alla Curva, perché non riuscivo a stare ferma. Giravo, giravo…».

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Il giocatore della Mens Sana che ricordi con più piacere?

«Di George Bucci a 14 anni ero innamorata persa. Con un’amica ci siamo anche fatte portare a vedere le sue partite a Grosseto quando giocava a baseball. Un altro è Daniel Hackett che tuttora, quando viene in città o a mangiare in Contrada, è sempre gentilissimo e molto disponibile con tutti».

Il giocatore più forte della Mens Sana che hai mai visto giocare?

«Dal primo anno dello scudetto in poi direi tutti, dal primo all’ultimo: McIntyre, Zisis, McCalebb, Kaukenas, Lavrinovic, Ress, Baxter…a Siena tutti hanno sempre dato qualcosa in più rispetto alle altre squadre dove erano stati prima o dove sono andati dopo».

Come pensi che risponderà la città alla campagna abbonamenti?

«Spero bene perché l’impegno che ha profuso la società è stato enorme e sarebbe opportuno che i tifosi ritrovassero un po’ di quell’entusiasmo perso negli ultimi due anni per varie vicissitudini».

Soddisfatta del roster della Mens Sana di quest’anno?

«Mi sembra che la squadra sia stata costruita molto bene, i due americani almeno sulla carta sono un lusso per la serie A2. Speriamo che possano darci una mano a tornare dove ci compete quanto prima, o per lo meno entro i prossimi tre anni».

Che aspettative hai per la nuova stagione?

«Mi piacerebbe molto che la società investisse sul settore giovanile. È un aspetto molto importante che spero possa chiarirsi perché è fondamentale per tirare su dei ragazzi bravi e di prospettiva».